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 chia La Pania

Questi costumi furono inaugurati per il Palio straordinario del 9 Settembre 2000, corso per solennizare il loro rinnovo finanziariamente sostenuto dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Le nuove monture, nella loro linea stilistica omogenea, rispettano la foggia di quelle precedenti ma presentano importanti novità di carattere filologico.
Prima di disegnarle il Prof. Sebastiano Morichelli ha svolto accurate indagini sulla pittura di fine XV sec. (1480) cercando le fonti iconografiche di riferimento. Ha così deciso di togliere le nicchie d'argento ricamate sui pettorali di tutti i figuranti e le ha egregiamente sostituite con un velluto damascato ispirato a quello detto "Bona di Savoia" che si trova nel museo Poldi - Pezzoli di Milano, con l'aggiunta di una nicchia centrale.
Il velluto di pura seta, lavorato a mano, è stato fornito dalle Seterie Cordani di Zoagli.
L'approntamento dell'intera comparsa è stato affidato ad artigiani esperti nella lavorazione del costume antico, come la sarta Cecilia Bonomo di Siena, le ricamatrici Carla e Maria Burroni di Siena, il modellista e tagliatore Giorgio Tani di Firenze.

 

 

MONTURA DA TAMBURINO

Velluto di seta damascato, seta rosso oro per i farsetti e le maniche, stoffa giallo oro per le fodere.

Trattandosi di una figura "svelta" porta un corpetto, con aperture laterali fermate da cordoncini. Il tronco superiore è formato da pieghe imbottite che si dispongono linearmente fino all'estremità del gonnellino. Tutti i ricami sono in canutiglia d'oro. Dalla calzamaglia sono state eliminate le fiamme gialle ed oro lasciando il colore blu unito per non interrompere l'ascenzionalità della figura.
Il tamburo è dipinto con lo stesso disegno del velluto che veste il figurante.

 

 

MONTURA DA ALFIERE

Velluto di seta damascato, farsetto in seta rosso oro, fodera in stoffa giallo oro

Sono due. Essendo anch'esse figure "svelte" portano corpetti in velluto damascato aperti lateralmente e fermati in cordoncino. Il tronco superiore è formato da pieghe imbottite e cucite che si riprendono fino all'estremità di un gonnellino riccamente ricamato in canutiglia d'oro. Vestono anch'essi una calzamaglia di colore blu e portano un berrettino all'italiana blu con fascia rossa intrecciata di giallo ed una pima di pavone i cui riflessi hanno il colore del velluto delle monture.

 

 

MONTURA DEL DUCE

Corsetto in velluto liscio, mantello in velluto operato, armatura in metallo brunito, maglia in ferro, stivali in pelle.

Figura completamente rinnovata indossante un'armatura "da pompa", stile toscano fine quattrocento, in ferro sbalzato, brunita interamente e rifinita con bordature in fascie dorate realizzata da Giorgio Salvatori di Lari. Per la prima volta sono state aggiunte le gambiere. Porta un gonnellino a falde e lame ed ha in testa un elmo con celata italiana. Calza stivali in pelle scamosciata. La fonte iconografica d'ispirazione di questa figura è stata "L'adorazione dei Magi" di Domenico Ghirlandaio.

 

 

MONTURA DEL PAGGIO MAGGIORE

Velluto di seta damascato, farsetto in seta rosso giallo, maniche gialle con piccole nicchie rosse, pellicceria.

Figura di estrema eleganza, con veste a pieghe imbottite e cucite, disposte in linea perpendicolare dal petto al gonnellino; quest'ultimo è ricamato riccamente con teletta e canutiglia d'oro. Indossa un mantello guarnito di pelliccia e ricamato anche nello schienale. Porta una collana con nodi Savoia, rosette di Cipro e due coralli autentici che cadono sul petto. Ha calzamaglia blu unito, cappello alla pellegrina.