La Storia della Pania
Il problema dell’esigenza di un luogo d’incontro per i Nicchiaioli, fu affrontato per la prima volta il 5 gennaio 1947. Il protocollo firmato dai contradaioli a proposito era di una sinteticità che diceva, tuttavia, tutto: "Si sono riuniti i seguenti contradaioli ed hanno costituito la Società Ricreativa del Nicchio, aderente alla Nobile Contrada del Nicchio".
Non era la prima volta che nel Nicchio nascevano società di contradaioli o di abitanti del rione, ma questa aveva un aspetto che le altre non avevano avuto: non mutuo soccorso e non solo organizzazione del tempo libero o pretesto conviviale. Questa stava costruendo una nuova articolazione di essere della Contrada e nella Contrada. I locali della società furono trovati al numero 30 di via dei Pispini: tre quartieri più terreno. Era il primo atto di quello che, scherzosamente, i Nicchiaioli avrebbero definito, parlando del continuo affannoso lavorio di incremento e adattamento dei loro locali, il "mal del calcinaccio”.
La compagnia era esclusivamente maschile. Le donne, in quelle stanze arredate alla meglio, non ci mettevano piede;
i ragazzi nemmeno: erano il porto di approdo di gente che di giorno lavorava sodo e che, alla sera, si concedeva
qualche ora di evasione dalle preoccupazioni del lavoro e dalle cure della famiglia. Si diceva allora che quando
uno entrava in quei locali ci rimaneva "impaniato". E la società fu battezzata: "la Pania"
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