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Bruno Marzi compone in drappellone decisamente semplice iconograficamente in cui emerge innanzitutto la grande perizia tecnica. Gli elementi che di solito nel palio di agosto costituiscono la cornice fissa a un episodio centrale divengono protagonisti assoluti della figurazione. Il dipinto è affrontato con dovizia da artigianato, la pittura cede il passo alla decorazione in un'opera che più che un dipinto sembra una pagina miniata di dimensioni macroscopiche. Alcune citazioni emergono in maniera evidente. La Madonna Assunta deriva direttamente da quelle Duccesche, non solo nell'iconografia (il riferimento con quella della vetrata absidale del Duomo è palese) ma anche nella cromia delle vesti. La stessa Madonna che il Marzi aveva dipinto nei drappelloni dell'agosto 1950 e 1952 è qui ancora più arcaicizzante con il manto lumeggiato alla maniera bizantina. La mandorla di fiori stilizzati e cherubini che la racchiude era già comparsa nel palio da lui dipinto nel luglio dell'anno precedente. |