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Lo schema iconografico del drappellone dipinto da Vasco Valacchi deriva direttamento da quelli di Bruno Marzi, genericamente ispirati ad aspetti o figure particolari della festa senese, ideati in assenza di un tema prestabilito. Qui è evidente il riferimento alla composizione del luglio 1947. I rappresentatnti dei Terzi cittadini, questa volta a cavallo come nel Corteo Storico rinnovato nel 1955, incedono sul tufo; sullo sfondo azzurro intenso del cielo contrasta una visione Lorenzettiana di architetture senesi assemblate con la stessa prospettiva empirica del Buon Governo. Il cromatismo del Valacchi è però più sgargiante di quello del prototipo. Il cavallo in primo piano si muove come quello del Guidoriccio di Simone Martini, oltre ad essere vestito di una gualdrappa che ha le medesime cadenze, la finestra ogivale da cui si osserva la scena, impostata su esili colonnine richiama direttamente le architetture trecentesche di Siena e anche la Madonna Assunta, rappresentata all'interno di una mandorla dorata, è dipinta ripensando esplicitamente ai maestri senesi del Tre-Quatrocento. |