Quando intorno alla fine del XII secolo il Comune di Siena decide di progettare
un nuovo ampliamento della cinta muraria, necessario per inglobare nel recinto
della civitas i borghi che si erano venuti formando al di fuori della stessa
soprattutto verso sud ed est, il quartiere dei Pispini, o meglio quello che sarebbe
diventato tale, ancora non esiste: le mura, in parte già edificate ai primi del
Duecento, si fermano, infatti, alla porta di San Maurizio.
Il fornice di quest'ultima,
costruita sulla via Francigena, è ancora oggi visibile e conosciuto popolarmente come
arco del Ponte di Romana; ponte che in effetti allora c'era davvero, visto che fuori
della porta si apriva un profondo fossato di protezione che veniva scavalcato da
una struttura, verosimilmente in legno, che collegava via di Pantaneto con via
Roma e che sarà smantellata solo ai primi del Trecento, quando il riempimento del
fossato provocherà la formazione della strada (via dell'Oliviera da un lato, via
di San Girolamo dall'altro) più o meno come la vediamo oggigiorno.
La cerchia, dunque, lascia completamente al di fuori della città proprio il territorio
del nostro rione, segno inequivocabile che al momento questo risulta poco o nulla
urbanizzato;