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Via di Santa Chiara
Quando nell’Ottocento l’antico convento dell’Abbadia
Nuova fu destinato a caserma militare, via Santa Chiara rimase senza sfondo,
chiusa dopo pochi metri da un robusto cancello, mentre fino ad allora la strada
proseguiva fino alle mura, costeggiando il monastero. Fino alla metà del XVI
secolo le monache francescane di Santa Chiara alloggiavano in un convento fuori
porta Romana, che furono costrette ad abbandonare a seguito dell’assedio
ispano-fiorentino che nel 1555 causò la caduta della Repubblica senese. Dopo
aver girovagato per qualche tempo, nel 1556 la Balia ordinò a Giulio Petrucci,
abate commendatario dell’Abbadia Nuova, di lasciar libero il monastero entro
tre giorni, in modo che le monache potessero andare ad abitarvi. In realtà il
trasloco fu lento: le suore, infatti, rimasero ancora per diversi anni presso
la sede temporanea di Sant’Andrea ai Montanini, finché nel 1577 si pose la
prima pietra per la ristrutturazione del convento dell’Abbadia Nuova. I lavori
procedettero a rilento, e solo il 28 ottobre 1596, con una solenne processione
che si snodò dalla chiesa di Sant’Andrea fino all’Abbadia Nuova, le suore
occuparono il nuovo convento, che da allora fu detto di Santa Chiara, nome con
cui si indicò anche la strada di accesso allo stesso
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Vicolo di Finimondo
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Via dei Pispini
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Via di Fieravecchia
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Via di Fieranuova
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Via dell'Oliviera
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Via di Santa Chiara
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Vicolo del sasso
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Samoreci
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