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S.Emidio   Chiesa di San Giacinto, oggi Sant’Emidio

Dopo un breve soggiorno nel monastero del “Paradiso”, nel 1494 alcune Terziarie domenicane ottennero il permesso di costruire un convento lungo via dell’Abbadia Nuova, che venne dedicato a San Giacinto, ma comunemente prese il nome di “Vita Eterna” perché le monache, vivendo solo di pubblica carità, solevano ringraziare le persone che donavano loro l’elemosina con la frase “Iddio ve ne renda merito nella vita eterna”.
A qualche decennio dopo risale, invece, la chiesa del monastero, come prova l’elegante facciata tardo cinquecentesca. Ben poco sappiamo della chiesa di San Giacinto, se non che nel 1723 le suore ampliarono il coro.
Con le leggi napoleoniche del 1808-10 il convento di Vita Eterna fu soppresso e la chiesa di San Giacinto concessa alla compagnia laicale dei SS. Emidio e Andrea Avellino, originariamente ospitata in San Giorgio. Per questo motivo da allora è meglio conosciuta come chiesa di Sant’Emidio. Al suo interno conserva tele e affreschi di pregio, opera di Giuseppe Nicola Nasini e del Rustichino, oltre a raffinati arredi lignei.

 
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