Dell’antichissima chiesa di San Maurizio oggi resta ben
visibile solo la facciata, con il portale d’ingresso tamponato e il rosone
sovrastante, lungo la salitella che da essa prende il nome di Samoreci, mentre
la zona cimiteriale, ridotta a cortile interno, è destinata ad abitazioni.
Costruita lungo la Via Francigena, la prima menzione documentaria di San
Maurizio risale addirittura al 1064. Sede di una parrocchia e di una compagnia
urbana per tutto il Medioevo, la chiesa fu sconsacrata nel 1785, venduta ad un
bottaio di nome Regoli e ridotta a magazzino, con il titolo parrocchiale che fu
trasferito alla vicina chiesa di Santo Spirito. Solo in tempi più recenti
l’edificio è stato completamente trasformato per accogliere l’attuale
cinematografo.